I Rioni di Pistoia

La “Giostra dell’Orso” viene disputata tra 4 rioni, i quali, in epoca medievale, rappresentavano gli antichi”comunelli” fuori porta, così chiamati perchè collocati subito fuori dalle mura urbane. Ogni comunello aveva una propria “Compagnia del Popolo” che aveva il compito di difendere i diritti del popolo. Presentiamo qui sotto i 4 rioni di Pistoia.

CERVO BIANCO  

Il Cervo bianco è il rione dell’antica Porta Lucensis, l’attuale Porta Lucchese. I colori che lo contraddistinguono sono il bianco e il verde.

La comunità suburbana di Porta Lucchese era il centro dell’attività manifatturiera della città. L’industria manifatturiera più importante era senza dubbio quella dei mattoni, la cosiddetta “Fornace”, proprio la presenza di quest’industria dette il nome di Fornaci ad un borgo della Comunità. 

   


LEON D’ORO   

Il Leon d’oro è il rione della vecchia Porta Guidonis, attuale Porta san Marco. I colori che lo contraddistinguono sono l’oro e il rosso.

Confinante con le comunità di Porta al Borgo e Porta Carratica, il suo territorio si estendeva fino alla Badia a Taona nella zona montagnosa, e fino a Montale nella zona pianeggiante. 


GRIFONE

www.rionedelgrifone.it

 

Grifone è il rione dell’antica Porta S. Andrea, oggi Porta al Borgo. I colori che lo contraddistinguono sono il bianco e il rosso.

La comunità di porta al Borgo era la più estesa delle quattro cortine. Una caratteristica della Comunità, che incise anche nel tessuto produttivo della zona, era la presenza di numerosissime gore, piccoli corsi d’acqua che furono costruiti artificialmente e attraverso i quali l’acqua, proveniente dall’Ombrone e dalla Brana, veniva sapientemente distribuita su tutto il territorio della città.  Porta al Borgo era ed è rimasta tutt’oggi la “zona industriale” della città. 

 


DRAGO

Il Drago è il rione dell’antica Porta Caldatica o Gaiardatica, l’attuale Porta Carratica o Porta Fiorentina. I colori che lo contraddistinguono sono il rosso e il verde.

Questa Porta era detta anche “Cortina di Porta Carratica” ed era, grazie alla configurazione pianeggiante del suo territorio, la Comunità nella quale l’agricoltura aveva un ruolo predominante per l’economia di tutta la città.